pello, raccolta nei vicoli e nelle stradine svettanti verso l’alto, adagiata sul monte Subasio, è una splendida cittadina considerata, giustamente, una delle più affascinanti e suggestive del panorama umbro.
«Odore di olive e di tartufo; pietre calcaree rosa tagliate a forma di cubo e di parallelepipedo - come quelle di Assisi -, usate per costruire le mura, le case e la quasi totalità degli edifici. Visitandola per la prima volta, si è colpiti da un grande senso di armonia con la natura circostante, che profuma di olmi, di cedro e di pini, di fiori, soprattutto narcisi e “nontiscordardime”».
Malgrado la vicinanza ad Assisi, le “Cronache minoritiche” non riportano alcun episodio che leghi direttamente Spello alla vita di San Francesco.
Certo è che la considerazione nutrita dal popolo di questo borgo verso l’Apostolo umbro fu superlativa sin dai primi anni della vita religiosa del Santo; furono infatti tra i primi, gli abitanti dell’antico Castello, ad accorrere alla Porziuncola nel 1221, per soccorrere, con alimenti, i cinquemila frati convenuti al Capitolo generale dell’Ordine (Capitolo delle Stuoie) (vd. Fioretti, cap. XVIII).
Parlando della “Spello francescana”, particolare attenzione merita uno eroico “figlio” della ridente cittadina: Sant’Andrea Càccioli, discepolo di San Francesco (1181 - 1254).
Paolo Rossi
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